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IL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD) IN PROVINCIA DI BELLUNO

Nei primi mesi del 2016 lo Spi-Cgil ha voluto capire come viene effettivamente erogata l'assistenza domiciliare nel territorio della provincia di Belluno anche alla luce del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) introdotto nel 2015.


Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) dà sollievo ed aiuto ai cittadini che per motivi di salute presentano una leggera o momentanea non autosufficienza e desiderano cercare di riprendersi stando nella propria casa.

Comuni Feltrini
Comuni Belluno - Alpago
Comuni Agordini
Comuni Cadore

Nei primi mesi del 2016 lo Spi-Cgil ha voluto capire come viene effettivamente erogata l'assistenza domiciliare nel territorio della provincia di Belluno anche alla luce del nuovo Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) introdotto nel 2015.
Il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) dà sollievo ed aiuto ai cittadini che per motivi di salute presentano una leggera o momentanea non autosufficienza e desiderano cercare di riprendersi stando nella propria casa.

Il SAD ha l’obiettivo di aiutare la persona nel disbrigo delle attività quotidiane sollevando in parte la famiglia dal carico assistenziale (es. igiene degli ambienti, servizio di lavanderia, preparazione dei pasti, igiene della persona, disbrigo di commissioni, trasporto, ecc.)

 Il SAD viene erogato dai Comuni e per la sua attivazione il cittadino può rivolgersi ai servizi sociali del Comune di residenza o della ULSS delegata, dove l’assistente sociale valuta il caso e attiva l’intervento domiciliare previa definizione di un progetto individualizzato e personalizzato concordato con l’affidatario del servizio e che viene rivalutato almeno annualmente.
Il Comune può richiedere una compartecipazione economica al servizio domiciliare sulla base dei criteri e modalità stabiliti dal regolamento S.A.D. comunale.
I costi del SAD sono coperti da stanziamento annuale della Regione Veneto, dalla compartecipazione degli utenti e dagli interventi del Comune.
Le modalità di richiesta di compartecipazione sono oltremodo differenti e variano da comune a comune.
Tutti i Regolamenti di Assistenza Domiciliare presentano due tariffari.
A- uno per tutte le prestazioni di servizio e il costo viene determinato a tariffa oraria.
B- uno per il costo dei pasti.
Alcuni comuni applicano tariffe diverse a seconda se le prestazioni sono effettuate in giornate lavorative oppure in giornate festive stabilendo per queste ultime un costo maggiore.
Inoltre se la prestazione richiede un trasporto a questa viene aggiunto il costo del trasporto in base al chilometraggio.
Su 67 comuni 48 hanno previsto una soglia di esenzione che differisce anche notevolmente da comune a comune.

NUMERO
COMUNI

SOGLIA
A EURO
1 6000
 16  5165
 1  5100
 7  5000
 5  4000
 14  3500
 5  1750

Analoghe differenze si riscontrano nel costo orario delle prestazioni che variano in funzione del reddito ISEE.
Per fare alcuni esempi riscontriamo che nella fascia di reddito da 6001 € a 7000 € il costo varia da euro 1.50 a euro 6.10 lo stesso per la fascia di reddito da 10.001 € a 11.000 € si riscontrano costi che vanno da 4.20 € a 11.23 €.
Per completezza di informazioni sono stati inseriti i costi delle prestazioni e i costi del pasto caldo nella mappa interattiva sottostante che si evidenziando cliccando il nome del comune interessato.
Per queste ragioni lo Spi-Cgil, dopo aver incontrato nei mesi scorsi numerose amministrazioni locali, si propone di perseguire l’obiettivo di una maggiore omogeneità dei costi chiedendo la parificazione della soglia di esenzione a 6.000 € e l’accorciamento della forbice riducendo i costi massimi con una applicazione più adeguata e più coerente del nuovo ISEE.
Infatti da un controllo effettuato col nostro CAAF su 914 utenti che hanno fatto richiesta dell’ISEE nel 2014 e successivamente nel 2015 circa il 60% di utenti, in stragrande maggioranza pensionati, per effetto dell’applicazione del nuovo ISEE sono usciti dalle soglie di esenzione o dalle tariffe ridotte.

normativa di riferimento

  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 5273 del 29 dicembre 1998 "Linee guida regionali sull'attivazione delle varie forme di A.D.I."
  •  Deliberazione della Giunta Regionale n. 39 del 17 gennaio 2006 [BUR n. 21 del 28.02.2006] "Il sistema della domiciliarità. Disposizioni applicative"

La segreteria Spi-Cgil Belluno

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