L’ANDAMENTO DEI REDDITI IN PROVINCIA DI BELLUNO

Recentemente il Dipartimento Finanze che fa capo al Ministero dell’Economia e Finanza ha pubblicato le dichiarazioni dei redditi 2016 per l’anno d’imposta 2015. Rispetto al 2014 si evidenzia una leggera ripresa degli imponibili in provincia. Va però sottolineato come il 2014 si era segnalato come l’anno nel quale gli imponibili avevano subito un arretramento dopo tanti anni. Ad ogni modo l’aumento degli imponibili ha portato con se un aumento anche del reddito medio pro-capite, pari a 520 €, dovuto però anche dal fatto che è diminuito il n° dei contribuenti.


foto1
Messa così si potrebbe dedurre che le cose stanno andando meglio e che la crisi economica, che ha colpito pesantemente anche la nostra struttura produttiva, sia alle spalle, ma purtroppo non è così.
Infatti, come sempre i dati vanno fatti esplodere e le indagini vanno fatte sezionando i numeri complessivi.
La prima cosa che balza all’occhio, rielaborando i dati, è che il reddito medio pro-capite si distingue e di parecchio, tra il lavoro dipendente, pensionati e lavoratori autonomi che rappresentano complessivamente il 90% dell’imponibile provinciale.
Come si può notare se è vero che tutte e tre le categorie sociali aumentano la propria capacità di reddito è altrettanto vero che la percentuale di aumento è oltre il 5% per gli autonomi, mentre non arriva al 3% per i lavoratori dipendenti e siamo sotto il 2% per i pensionati.
Si noti, inoltre, che l’aumento in valori assoluti dei redditi medi evidenziano, ancora una volta, come la ricchezza si sposti sempre verso l’alto aumentando così le disuguaglianze sociali nella nostra provincia, ma più complessivamente nel nostro paese.
foto2
Se poi ci focalizziamo nell’analisi dei redditi per fasce scopriamo che chi ieri aveva poco oggi ha ancora meno. È il caso di tutti coloro che non superano i 10.000 € lordi annui che passano da una media pro-capite di 4.778 del 2014 a 4.745 € del 2015. Tutto il resto rimane sostanzialmente invariato con piccole differenze a volte positive a volte negative assolutamente residuali.
foto3
foto4
foto5
foto6

foto7
Potremmo quindi parlare più di una stagnazione dei redditi con una perdita del potere d’acquisto per
quelli molto bassi.
Non mancano, ovviamente, alcune curiosità. Se ad esempio è vero che il reddito medio più elevato lo troviamo a Cortina d’Ampezzo che si afferma con 24.011 € medio pro capite in diminuzione, però, di 624 € rispetto il 2014, il comune nel quale registriamo il reddito da lavoro dipendente mediamente più alto lo registriamo a Voltago Agordino con 28.005 € in aumento di oltre 3.200 € rispetto il 2014.
Sul reddito da pensione si conferma in vetta, anche quest’anno, il comune capoluogo Belluno con i suoi 18.985 € medi pro capite.
Ma è il reddito da lavoro autonomo che ci riserva una apparente sorpresa posizionando al 1° posto il comune di Livinallongo Del Col di Lana con 61.026 € medi pro capite.
In fondo alla classifica sia per i redditi medi che per le pensioni e il lavoro dipendente troviamo Zoppè di Cadore, mentre per il lavoro autonomo Zoppè è in compagnia di Danta, Ospitale, San Tomaso e Soverzene.

Per questo continuiamo in quel compito di difesa a tutti i livelli nazionali, regionali e provinciali del potere d’acquisto delle pensioni e dei salari.
Per quanto ci riguarda con lo strumento della negoziazione sociali con le amministrazioni comunali e con le Ulss e più in generale con tutti quegli enti che amministrano denaro pubblico e che tra i loro compiti rientrano i servizi ai cittadini.
Nella mappa navigabile che vi presentiamo troverete, cliccando sopra ad ogni comune, i redditi procapite del 2015 comparati col 2014 e divisi per classi sociali. Buona navigazione.

Il Segretario Generale
Spi-Cgil Provinciale
Renato Bressan

Per la mappa clica qui

Per il Pdf clicca qui